TRIO: fuochi,forno e lavastoviglie in soli 60 centimetri

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IN SOLI 60 CENTIMETRI TRE ELETTRODOMESTICI: PIANO COTTURA, FORNO E LAVASTOVIGLIE

 

 

PIANO DI COTTURA 4 GAS  (disponibile anche nella versione con piano cottura in vetro ceramica)
4 fuochi gas con sicurezza Sicurflame
Accensione elettronica integrata sottomanopola
Bruciatore Ultra-rapido da 3,5 kW
Coperchio bilanciato in cristallo, estraibile

FORNO ELETTRICO
Classe A di Efficienza Energetica
“Twin Spreading System” by Candy
Rivestimento interno in smalto A Class Clean
Termostato e timer di fine cottura
Girarrosto – Grill
Capacità 39 Litri

LAVASTOVIGLIE ELETTRONICA

Capacità 6 coperti IEC*
Selezione elettronica dei programmi
6 programmi
Ciclo rapido 32 minuti a 45°C
Tasto Economia
Filtro in acciaio inox con microfiltro autopulente
Livello di silenziosità 56 dB (A)*

Dimensioni (H x L x P ) : cm 85 x 60 x 60
Accostabile tra i mobili
Classe di installazione 2.1)**

 

all’ultima edizione di Eurocucina Candy ha presentatao la versione da incasso “DUO: forno + lavastoviglie  impreziositi da un’estetica in acciaio e vetro con  comandi sulla maniglia.

 

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Quando il frigorifero… fa la differenza

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Quanto è cool questo frigorifero… e questa cantinetta per vino… e l’ice dispenser?? perfettamente modulari per meglio rispondere alle esigenze dei consumatori.

arredare con gli elettrodomestici si puo’ e a volte si deve.

idee, suggerimenti e prezzi  www.areamobili.com www.domusarredilissone.it

 

99 ICONE.. da segno a sogno

 A Milano presso Palazzo Reale: La mostra 99 icone
 

ADI Lombardia, promotore della mostra 99 icone. Da Segno a Sogno allestita a Palazzo Reale fino all’11 maggio, mette a confronto alcuni degli autori di oggetti-icona celebrati in tutto il mondo con designer delle nuove generazioni.

Quattro incontri/scontri, rapidi come match di boxe, fatti di domande e risposte per comprendere le mutazioni ideologiche e professionali che nel corso degli anni hanno definito, tra continuità e fratture, la linea culturale che ha reso celebre la produzione italiana nel mondo.

Al centro le trasformazioni della produzione e del progetto: le regole del lavoro nel rapporto tra designer e imprenditore, il concetto di funzione nel prodotto, il modo di affrontare il mercato, l’etica del progettare in un mondo dove la produttività provoca danni all’ambiente e l’abbondanza delle merci è alla ricerca di nuovi mercati. 

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 la storica Moka Express Bialetti che festeggia il traguardo dei 75 anni di successo mondiale. Ispirato all’Art Decò, il design della Moka Express è rimasto invariato nel tempo: ha mantenuto la sua forma inconfondibile grazie al celebre omino coi baffi sul corpo della caffettiera.

miscelatori: veri oggetti di design

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i miscelatori si sono trasformati da semplici oggetti funzionali a grandi oggetti di design in grado di caratterizzare un cucina. Sicuramente La cappa e il miscelatore sono e lo saranno sempre al centro dell’attenzione dell’ambiente cucina. il rubinetto da cucina deve rispondere a requisiti tecnici importanti poiché è decisamente più sollecitato rispetto a quelli del bagno. ma sempre più accanto alle parole funzionalità e resistenza troviamo le parole: forma, design, stile e perchè no..”firma”. Volendo fare il punto sulle attuali tendenze, si puo’ notare come i grandi doccioni professionali, stiano lasciando il passo a doccette estraibili meno imponenti. prendono sempre più piede miscelatori giocati su forme geometriche pulite, ma non necessariamente minimaliste. maggiori informazioni www.areamobili.com  www.domusarredilissone.it

FAST CLEAN il forno che si pulisce da solo

FAST E CHEF….   le parole chiave dei forni  hotpoint Ariston

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FAST CLEAN. è lo speciale ciclo di auto pulizia automatica del forno, senza l’utilizzo di prodotti chimici e con un consumo al di sotto dei 2,8 KW. basta selezionare il ciclo fast clean e la pirolisi entra in funzione, in breve tempo la temperatura raggiunge i 500 gradi e tutti i residui di cottura depositati sulle pareti interne sono ridotti in cenere: basterà solo un dito per rimuoverli

 FAST COOKING è l’ideale per una cottura veloce di cibi freschi e per completare la cottura di cibi precotti. Con fast Cooking il forno non ha bisogno di preriscaldamento ed è quindi molto più rapido. I piatti arrivano in tavola con un risparmio di tempo che va dal 20 al 50%

CHEF PIZZA è un forno dalle prestazioni sempre perfette ed estremamente versatile, perché di adatta a qualsiasi tipo di cottura di cui si ha bisogno: dal gratin alla pasticceria, dalla cottura tradizionale al barbecue ed ALLA PIZZA. in più si propone la funzione multicottura 3 livelli, che consente di cuocere su 3 ripiani simultaneamente

CHEF PANE il forno 10 chef pane propone 6 programmi universali, inoltre sono stati creati 4 programmi dedicati alla realizzazione di pane, pizza, Arrosto, Dolci. Per queste preparazioni il forno elabora il perfetto ciclo di cottura stabilendo funzioni, tempi e temperature ideali: l’innovazione al servizio di un’impeccabile performance in cucina.

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Apertura a libro per il forno REX

 

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Il forno Rex FQ 200 XE è multifunzione, dotato di 9 diverse modalità di cottura e di comodo ricettario preimpostato. Selezionate una delle ricette disponibili e il forno sceglie automaticamente la modalità di cottura, la temperatura e la durata ideale per ottenere i migliori risultati. Classe di efficienza A.

 

Il modello FQL 200 XE, dotato delle stesse funzionalità, si differenzia per l’apertura a libro, una soluzione ergonomica studiata appositamente per l’inserimento in una colonna o in una semicolonna. La porta del forno, caratterizzata dalla maniglia verticale, si apre lateralmente, come un libro, facilitando l’accesso al vano. Il forno è disponibile sia con l’artura a destra che a sinistra, permette un’apertura fino a 120 gradi.

maggiori informazioni  www.areamobili.com www.domusarredilissone.it 

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20% di spazio in più nel forno

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 Presentato all’ultimo salone sarà il protagonista  dei prossimi mesi i cucina.. è il nuovo forno hotpoint – Ariston Open Space.. nelle consuete dimensioni da incasso ospita una cavità di ben 70 litri, il 20% in più dei forni con le stesse dimensioni. All’interno illuminazione alogena e smalto grigio al posto del consueto nero, per consentire una maggiore visibilità. Il forno Open space ha il vantaggio di dividere letteralmente in due il forno grazie a uno speciale divisorio isolante e di regolare le due zone in modo indipendente, consente di cuocere due piatti a temperature differenti o addirittura di usarne solo una parte consumando meno energia. Ovviamente classe A..

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Chi ha disegnato la nuova estetica del forno Open space?

 

Makio Hasuike & Co. per Hotpoint-Ariston

Il lavoro di Makio Hasuike rifugge da nostalgici ritorni autocelebrativi: egli persegue l’innovazione attraverso la proiezione verso il futuro e l’anticipazione di risposte a bisogni reali o che tali diverranno. Laureatosi alla University of Arts of Tokyo nel 1962, la sua preparazione professionale inizia in Giappone. Lavora per un anno come designer presso la Seiko , realizzando i progetti di 20 tipologie di orologi per i Giochi Olimpici di Tokyo del ’64. Dal 1963 è in Italia dove prosegue la sua attività in differenti settori del design. Apre il suo studio, Makio Hasuike Design, nel 1968. Da allora inizia la sua collaborazione con Merloni Elettrodomestici. Nel 1982 sviluppa un’attività di progettazione, produzione e distribuzione fondando MH WAY, che diventa occasione di verifica della complessità del sistema progetto-prodotto.

In oltre trent’anni di attività Makio Hasuike ha sviluppato progetti di successo per aziende italiane e straniere accumulando una vasta esperienza e conoscenza in diversi settori. Il campo di progettazione di Makio Hasuike & Co. è molto vasto: dagli strumenti tecnologici e di precisione agli accessori moda, dai piccoli e grandi elettrodomestici all’arredo e oggettistica, dalla grafica al packaging fino agli allestimenti. Durante la sua carriera professionale, attraverso incontri di eccezione con personaggi dall’impatto culturale forte si creano delle svolte decisive nel suo percorso professionale. Dalle varie esperienze a livello internazionale ottiene numerosi riconoscimenti e allo stesso tempo stabilisce dei rapporti molto significativi con alcuni clienti. Durante queste collaborazioni, al di là del suo ruolo progettuale, diventa fondamentale il suo apporto alla fondazione della strategia dell’azienda. Per queste sue caratteristiche oggi fa parte del Comitato Fondatore del Master di Design Strategico del Politecnico di Milano, oltre che insegnare alla Facoltà di Disegno Industriale di Milano.

il tempo delle mele al salone del mobile 2008

TORNA LO STILE ANNI 80 DI NAJ-OLEARI NELLE CAMERETTE DI DILIDDO E PEREGO  
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Si veniva catapultatai negli anni 80, appena si entrava nello stand di Diliddo e Perego firmato Naj Oleari al salone del mobile di Milano
Il tempo delle mele  uscì nelle sale francesi il 17 dicembre 1980 Inizialmente snobbato da pubblico e critica ed etichettato come “banale storiella per ragazzini”, il film si trasformò rapidamente in un fenomeno popolare, cinematografico e internazionale, con oltre 4 milioni di spettatori in Francia e oltre 15 in tutta Europa, segnando fortemente l’immaginario collettivo di una generazione e diventando immediatamente icona dei neonati e disimpegnati anni Ottanta. Come tutti i grandi fenomeni popolari, il film diffuse consuetudini all’epoca semi-sconosciute come  la discoteca riservata all’uso dei pattini a rotelle, l’appuntamento con gli amici al McDonald’s, lo zundapp e il bomber, “i paninari” e quelle borse colorate della Naj Oleari.
si respira ancora anni 80 alla Di Liddo e Perego  www.diliddoeperego.it  http://www.najoleari.it/sito.html

Mayo della Bovisa: arte, cibo, design, musica

In occasione di Mayo Bovisa e della mostra Junkbuilding trenta artisti realizzeranno opere uniche che avranno come tema il junk space dell’architetto olandese Rem Koolhaas

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opere dell’architetto Rem Koolhaas

Dal 2 al 7 maggio, presso gli spazi di Triennale Bovisa, artisti provenienti da differenti ambiti culturali ed espressivi, in un happening a porte chiuse, lavoreranno e si confronteranno per creare opere uniche, site-specific. Queste saranno le vere protagoniste della mostra realizzata con il sostegno dell’Assessorato al Tempo Libero del Comune di Milano, con la collaborazione del Politecnico di Milano e con il contributo di EuroMilano, che aprirà i battenti il successivo 9 maggio per chiudere il 5 giugno 2008. Arte, musica, incontri, performance, installazioni, foto, video animeranno il piazzale antistante la sede espositiva durante tutto il periodo di apertura.

Su tutti svetterà l’opera di Klaus Pobitzer, visibile da lontano: un gigantesco ragazzo abbracciato a uno dei gasometri, simbolo della Bovisa fin dai tempi di Mario Sironi, quando però rappresentava il volto triste di una città che aveva fatto della periferia il suo buco nero.. Mentre i concerti in programma saranno due: Il 17 maggio si esibiranno Dee Jay Tayone, Gianluca Putrella e Casino Royale. Il 22 maggio ci sarà uno spettacolo di Edwin van der Heide. Entrambe le manifestazioni inizieranno alle 21.30.

Junkbuilding sarà inaugurata l’8 maggio, e sarà aperta al pubblico dal 9 maggio al 5 giugno tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 11 alla 23. L’ingresso costerà dai 4 ai 6 euro.

L’iniziativa fa parte di Mayo Bovisa, l’appuntamento che conferma la vocazione di Triennale Bovisa come centro per l’arte contemporanea.

RACCOLTA PREMIO LISSONE

Selezione raccolta storica Premio Lissone

Al museo d’arte contemporanea fino a luglio 2008

Esposizione delle opere derivanti dalle edizioni straordinarie dello storico Premio Lissone (1946-1967), che vide esporre a Lissone artisti quali, solo per citarne alcuni, Antoni Tàpies, Emilio Vedova, Mario Schifano, Mauro Reggiani, Piero Dorazio, Karel Appel, François Dufrêne.

Sostenuto dalla più qualificata critica (Giulio Carlo Argan, Pierre Restany, Luciano Caramel…), il Premio Lissone divenne negli anni Cinquanta e Sessanta un vero e proprio punto di riferimento per le più avanzate ricerche artistiche a livello internazionale, anticipando persino le selezioni della Biennale di Venezia.

E’ nel 1946, quando ancora sono laceranti le ferite della guerra e fumanti le rovine, che un manipolo di coraggiosi lungimiranti, i responsabili della Famiglia Artistica Lissonese (associazione culturale lo locale) danno avvio alla prima edizione del Premio Lissone, un premio di arte contemporanea che diventerà negli anni Cinquanta e Sessanta un vero e proprio punto di riferimento per le ricerche artistiche più aggiornate a livello internazionale, paragonabile – naturalmente per la qualità e non per la quantità delle opere esposte – alle più importanti esposizioni quale, in primis, la Biennale di Venezia.
 
La Famiglia Artistica è attiva dal 1934 e i suoi caratteri corrispondono perfettamente a una stagione irripetibile della cultura italiana: quella postunitaria, che vede affiancarsi alle ancor gracili istituzioni pubbliche associazioni private che si assumono responsabilità, iniziative, scommesse, verrebbe da dire, rivolte al nuovo, ispirate ad una non retorica idea di progresso civile.

Attorno al Premio Lissone storico gravitano, negli anni, figure illustri. L’artista Gino Meloni anzitutto, orgoglio artistico della città, Giovanni Fumagalli, pittore e operatore culturale, Guido Le Noci, uno dei più geniali galleristi dell’Europa del Dopoguerra, e poi Raffaele De Grada, Mauro Reggiani, Atanasio Soldati, Dino Formaggio, Renato Birolli, Giulio Carlo Argan, Christian Zervos, Will Grohmann, Franz Roh, Werner Hofmann, Luciano Caramel…
 
E i premiati non sono da meno, sia che appartengano alla scena nazionale (ad esempio Emilio Vedova nel 1959) sia che si affaccino all’internazionale, come sarà per Theodor Werner, Gerard Schneider, Antoni Tàpies, Karel Appel, François Dufrêne, Edo Murtić, José Guinovart, Peter Klasen, per non citarne che alcuni.
 
Da quella attività, un ventennio fervido e pionieristico, è nata la Collezione Storica che  si presenta sino a luglio: frutto di acquisizioni, e di talune donazioni, che intendevano lasciar traccia concreta di eventi – ogni edizione del premio era, di per sé, un grande avvenimento culturale – e che ora ci ricordano una stagione forse irripetibile, della quale il Museo d’arte contemporanea di Lissone vuol essere degno erede.